giovedì 19 luglio 2007

Sempre con la valigia in mano...

Ecco il primo post da quando sono tornato in Italia.
Tutti vi aspetterete un resoconto, un diario, un bilancio... invece no! Perchè? Perchè la MIA attività non è ancora terminata e perchè vorrei aspettare Maurizio di ritorno dall'India per darvi 2 resoconti indipendenti ed a mente fredda del viaggio.
La mia attività non è ancora finita perchè oggi prendo ancora l'aereo e vado a Londra (ultimamente ho visto più il Big Ben che il Duomo...) per festeggiare una ricorrenza davvero importante. 15 anni insieme sono tanti, soprattutto quando se ne passano tante ed il futuro ora è tutto da inventare!
Poi partono gli altri disgraziati dal Mongolrally sabato ed io sono stato richiesto da Tom, Lamorna e Dan (gli organizzatori di RickshawRun e MongolRally, sotto il nome di The Adventurist) per dargli una mano con l'organizzazione. Il progetto è un pò più complesso ed importante, ma per scaramanzia non vi dico nulla.
Come promesso e preannunciato abbiamo girato al 241Team i soldi ricevuti in più dalle ultime donazioni, sempre con la stessa finalità (Mercy Corps), e sempre con il metodo di justgiving. Perciò se controllate la loro pagina in justgiving troverete una voce "fam. Maiocchi e Karmapizza" che raggruppa un bel pò di offerte racimolate al mio arrivo dalla zia e le ultime raccolte da Maurizio vendendo magliette in quel di Assisi.
Perciò sono molto orgoglioso di dirvi che, grazie anche a tutti voi, il Team Karmapizza è il maggior contribuente del progetto MercyCorps con 2300 sterline circa per il RickshawRun ed altre 300 per il Mongolrally!!! Grazie a tutti per il sostegno e la fiducia!

Sono a buon punto con le foto (1300 in tutto, già masterizzate in un DVD) ma sono in alto mare con i filmati. Abbiamo 8 miniDVD da 1/2 ora da editare e poi mettere su un unico disco, ma io non ho la minima capacità di farlo. Aspetto idee e volontari, altrimenti quando torno li do ad una ditta specializzata e vedo cosa salta fuori.
Appena possibile aprirò un account in uno dei siti dove si possono caricare le foto e dare la possibilità a tutti di vederle online. Mi piacerebbe che si votasse la migliore, in modo da farla diventare la copertina del nostro sito/diario.
Scappo, che ho l'aereo!

IN BOCCA AL LUPO A GIO, ALE E KUNDE!!! (Ed a tutti gli altri equipaggi del Momgolrally)

giovedì 12 luglio 2007

"Adoro l'odore del napalm la mattina presto...

... ha un odore come di VITTORIA".
Alla faccia di chi ci vuole male!!!!
Dopo 4 giorni di piogge torrenziali siamo riusciti a partire per le nostre destinazioni (Maurizio va a Tiruvannamalai - mannaia lo spelling, un posto tipo Como o Rho no?) ed io sono a Londra.
Viaggio FANTASTICO fino a Delhi con una versione civile dell'elicottero sovietico Hint, con tanto di "Cavalcata delle Valchirie" a palla nell'Ipod!

Ho rivisto dall'alto le valli che abbiamo percorso in riscio' ed ho capito perche' per fare 120km ci mettevamo anche 7 o 8 ore!
Tempo perfetto, sole a picco e nessuna turbolenza. TIE'!!!!


Poi pero' sono arrivato a Delhi e come al solito l'umore ha un calo drastico non appena vengo a contatto con l'organizzazione indiana.
Fatti che anche quelli che sono gia' stati in India NON possono contestare:
- tutti i voli internazionali dall'India partono a notte fonda dal terminal internazionale
- tutti i voli interni per Delhi dalle citta' d;arte o turistiche (Agra, Ghoa, Manali..) arrivano a Delhi la mattina presto al terminal interno.
Risultato: tutti i turisti vengono TACCHEGGIATI 3 volte! Prima per prendere un taxi dai Nazionali agli Internazionali (140Rupie e 25 muniti in un traffico ALLUCINANTE per fare 5 kilometri attorno all'aeroporto). Poi cercano di darti una camera in hotel per le 8/10 ore (nel mio caso 13!!) fra un volo e l'altro. Se non accetto devi andare nella Visitor Lounge del terminal.
Non e' altro che uno stanzone con aria condizionata a palla (tipo Reikyavik a gennaio), poltrone LURIDE con i braccioli (e percio' non ci si puo' nemmeno sdraiare), senza internet point, senza bar o ristorante (era in ristrutturazione il baracchino della CocaCola), senza un'edicola e con TV a tutto volume che, siccome e' il terminal INTERNAZIONALE, dava solo programmi in Hindi!
Per stare li' bisogna pagare 30Rupie per 3 ore. Il prezzo e' una fesseria, ma come al solito l'organizzazione e' da manicomio!
Non si puo' fare piu' di un biglietto per volta (io dovevo stare 13 ore e non ho potuto pagare 4 biglietti per complessive 12 ore) ma bisogna tornare al bigliettaio ogni 3 ore. Se ti addormenti viene lui a svegliarti. Se vai al cesso e non porti con te il biglietto poi non puoi piu' rientrare....
SFIDO CHIUNQUE A SMENTIRMI!!!! Se ci provate soltanto allora siete VOI ad essere in malafede!
Meno male che poi, dopo controlli kafkiani alla sicurezza ed al controllo passaporti ("Perche' ha prenotato il volo di ritorno da Manali e non dall'Italia?" "Forse perche' mi trovavo a Manali?!?!") ho preso il volo della British (niente a che vedere col carro bestiame dell'andata e solo 30 Euro di differenza!) e dopo 36 ore di viaggio da Manali sono finalmente arrivato a Londra.
Sabato sono a Milano! Ho un po' di regalini per le signore e per Simone. Per gli uomini non ho trovato niente che valesse la pena mettere in valigia...
A presto!

lunedì 9 luglio 2007

Why just be yourself when you can be EXTRAORDINARY?

Rieccoci! Semplicemente STRAORDINARI!

Purtroppo qui a Manali aggiornare il sito è molto difficile. Il Monsone picchia duro già da 3 giorni e noi siamo davvero stati fortunati a precederlo di 2 giorni lungo tutto il viaggio.

La corrente va e viene, i telefoni non funzionano, le inondazioni, i terremoti, le cavallette, il Napoli che torna in serie A… Disgrazie inenarrabili!
Jammu è completamente allagata, il Rajastan è flagellato da piogge eccezionali, con morti e dispersi. Sulle alture qui vicino (le Sette Sorelle) è caduta la neve, fatto del tutto eccezionale per questa stagione.
Cosa è successo da quando siamo arrivati? Di tutto…
Giovedì sera sbronza di Kingfisher (una birra che da anche il nome ad una compagnia aerea a basso costo indiana. C’è da fidarsi?) con i 2 team che ci hanno preceduto di alcune ore, pacche sulle spalle e primi racconti.
Sul podio, non male! E primi di quelli passati a sud (gli altri sono arrivati con 25 ore – Monsoon Madness- e 49 ore – i nostri amiconi di Eyeonthetiger- di ritardo).
TUTTI dicono che fino al Nepal si sono divertiti, la gente era gentile ed amichevole e le strada decente. Poi una volta arrivati in India TUTTI si sono lamentati della poca cordialità, di taccheggi o furti, di sporcizia…
Venerdì siamo andati con Lamorna e Qucì (i due desperados che hanno organizzato l’arrivo a Manali) alla scuola alla quale abbiamo deciso di destinare il risciò ed il materiale che ci siamo portati dall’Italia. E’ l’Himalayan Buddhist Cultural Center & School di Manali, circa 200 bambini nati da famiglie della zona di etnia Himachal che cercano di barcamenarsi come possono. Era anche il compleanno del Dalai Lama e perciò hanno organizzato una festa con balli e recite ed ospiti d’eccezione alcune autorità locali e noi 4 (io, Maurizio ed i 2 desperados). Bellissimo ed emozionante! Gli himalayani hanno tutt’altra tempra e voglia di fare. Coccarda dell’Italia e sciarpa bianca in finta seta di benvenuto.

Poi è cominciata la pressione fisica e psicologica su Lamorna per farci lasciare il risciò ancora per un giorno per mettere una ciliegina da un quintale sulla torta già bella farcita di queste due settimane di viaggio: IL ROHTANG PASS, la strada più alta al mondo percorribile con il risciò! Altitudine 13050 piedi (poco meno di 4010 metri), 52 km in salita ed altrettanti in discesa senza nemmeno un guard rail, una pompa di benzina o un meccanico, strada devastata dall’inverno e 3600 CURVE!!!!!! (7200 se calcoliamo anche il ritorno).
Sabato abbiamo avuto positiva risposta ai nostri desideri ed alle 8 siamo partiti in 4 team per un’impresa tentata solo poche volte prima. I tassisti locali hanno tutti detto “No way to go up by tuktuk” e noi, come al solito, li abbiamo ascoltati, ignorati e smentiti!
Una tortura fatta di precipizi, autobus in discesa in folle e contromano, freddo, mancanza di ossigeno per noi e per quel povero disgraziato del risciò, vento, fango, neve…

Alle 12,30 eravamo in cima a stappare la bottiglia di prosecco (tenuta in fresco nella neve!) miracolosamente sopravvissuta a 2 settimane di risciò. 52km in 4 ore e mezza: fate un po’ voi i conti, visto che ci siamo fermati solo per cambiare l’acqua alle olive 5 minuti.

Aquile in volo, panorami mozzafiato, yak, il nostro mezzo circondato da altri 3 e da jeep con motori diesel da 2600cc e 4x4!!! Io ho pianto, chi si immaginava di riuscire ad arrivare fino a lì dopo essere stato più morto che vivo….

Per darvi un’idea della bellezza del posto vi dico che abbiamo scattato 169 foto e girato quasi 3 ore con la videocamera.


Ovviamente eravamo l’attrazione principale: tutti a farci i complimenti, a fare foto, a chiederci numeri di telefono… poi ci siamo spinti 3 kilometri oltre il passo, in direzione Leh, che dista altri 483km, ed abbiamo capito perché ci hanno fermato a Manali: la strada semplicemente non esiste più, c’è solo una spianata ghiaiosa che scende a valle facendo dei veri e propri ricami sulla parete della montagna e da lì risale fino a 5010 metri.

Allora abbiamo deciso di mollare il colpo, riportare le chiappe sul passo per le ultime foto (immersi in nuvole gelide) e poi giù in picchiata per Manali. Alle 4 abbiamo riconsegnato chiavi e documenti agli organizzatori e la nostra avventura sembrava finita.
Sabato sera altra super sbronza per festeggiare la conquista del passo.
Domenica mattina alle 11 siamo andati alla cerimonia di chiusura. Anche qui bellissimi balli e canti, cibo e chai (the cotto nel latte, zenzero e zucchero). Tutti commossi ed orgogliosi. Abbiamo poi consegnato alla direttrice della scuola le chiavi del risciò e la cassa di materiale.
Donazione EXTRA oltre a quella da voi fatta tramite le offerte:
50 penne a sfera tipo BIC,
4 scatole di pennarelli,
8 scatole di matite,
12 album da disegno da colorare,
6 scatole di bolle di sapone,
varie penne “serie” per gli insegnanti,
100 pastiglie per sterilizzare l’acqua,
piatti, posate e bicchieri,
1 cucina da campo a petrolio,
1 zanzariera da soffitto per il dormitorio,
1 tanica pieghevole,
1 doccia solare da 20 litri,
magliette, cappellini, felpe in pile, pantaloni…
aspirina, fluimucil, tachipirina…
candele di citronella,
5 kg di cibo liofilizzato vario (polenta, passati, dadi…)
2 kg di latte in polvere (molto apprezzato)
concentrato di pomodoro
La direttrice era contenta come se avesse vinto un gratta e vinci da 1 miliardo di rupie, le si è aperto un sorriso da orecchio a orecchio ed ha tentato orgogliosamente di portare via da sola la scatola, che però pesa un quintale! Il donnino non arriva la metro e un tappo e peserà si e no come 2 pacchi da 6 bottiglie di acqua minerale.


Poi il tempo è peggiorato (nel senso che prima pioveva troppo, adesso pioveva troppissimissimo) ed allora abbiamo nuovamente cancellato la partita di cricket, optando per una più ideale partita a calcio/pallanuoto “Scapoli contro Ammogliati” nel parcheggio, degna del miglior Filini.
A sera cominciata la festa e, indovinate un po’? Altra sbronza colossale, partite a biliardo e sfilata in vestito da donna, come promesso. Sono una gran gnocca! Ho fatto colpo su una decina di sherpa…



Poi bacini e bacetti, scambio di indirizzi, numeri, email e tutti via verso casa.
E qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura!
Il Monsone non risparmia strade ed aeroporti. Voli cancellati, poi ci sono, poi solo l’elicottero, poi solo la jeep. Però la strada è conciata (noi da Delhi a qui ci abbiamo messo 3 giorni “volando” a manetta tra una curva e l’altra…) ed allora la jeep ci mette SOLO 14 ORE! Il vero problema è che la guidano gli stessi pazzi scatenati che hanno attentato alla nostra vita per 2 settimane…
Vabbè, Maurizio parte fra poche ore per Delhi in autobus/cuccetta e si spara ‘ste 19 ore filate. Io intanto prego col solito mantra “Visnù, pensaci tu!” che domani l’aeroporto di Kullu sia agibile. Altrimenti proverò anche l’ebbrezza di condividere per più di mezza giornata una Mahindra Maxx scassata con altre 5 persone e mezza tonnellata di bagagli.
Niente foto, il Monsone non risparmia neanche le linee ADSL. Ci riprovo da Londra, mercoledì troverete molte novità!

P.S.: CI HANNO RUBATO LA BANDIERA!!! Spero tanto che gli mozzino mani, lingua, orecchie ed uccello al ladro!!! Che cacchio se ne fa di una bandiera italiana?
Mi spiace per Luigi, che ce l'aveva data, e per Ale e Gio' che dovevano portarla ad UlaanBataar...

giovedì 5 luglio 2007

MISSIONE COMPUTA!!!!!!!!


Arrivati!

A piu' tardi per l'aggiornamento, volevamo solo farvi sapere che siamo a Manali e che tutto e' filato lisco anche oggi!
Un bacio ed un abbraccio a tutti quelli che ci hanno sostenuto! Sarete un po' orgogliosi adesso eh?!?

mercoledì 4 luglio 2007

Heidi, heidi, ti sorridono i monti...

Ed alla fine è arrivato l’Himalaya!!!
Grazie ad un tappone d’altri tempi di 530Km siamo sfuggiti alla merDavigliosa città di Meerut e ci siamo infilati in un'altra “sola” mastodontica.
Ma andiamo per ordine.
Alcune cosa su Meerut che abbiamo scoperto dopo aver aggiornato il blog:
1) il lunedì tolgono la corrente per 3 ore dalle 6 alle 9 di sera e dalle 4 alle 7 del mattino. Secondo voi, cosa cavolo abbiamo pagato a fare la camera con l’aria condizionata?
2) Sui tetti delle case vivono indisturbate decine di scimmie, che ogni tanto si infilano nelle finestre aperte a fare razzia.
3) Sui tetti delle case,la sera al tramonto, CENTINAIA di bambini fanno volare gli aquiloni di bambù e carta velina e si sfidano in duelli mortali abbattendosi l’un l’altro. (e questa è una bella cosa)
Sveglia alle 5 e via di corsa verso nord. Le prime tratte di strada sembravano un miracolo: liscia come un biliardo e senza traffico. Addirittura ai bordi, invece delle siepi, ci sono migliaia di piante di maria!! Maurizio si è buttato dal risciò, si è sdraiato un po’ a respirare a pieni polmoni, poi si è alzato inebriato ed ha voluto una foto.


Ma non poteva durare… Alla prima deviazione L’INCUBO: pozze di fango alte 30/40cm per un paio di chilometri!

Secondo voi potevamo passarla liscia? NOOOONEEEEE! Infatti finita la prima serie di pozze il risciò, come il BigBen di Tortora, ha detto STOP. La frizione è rimasta impastata di fango e non voleva più staccare. Le marce non si inserivano, il popolino del villaggio, invece di buttare un po’ di ghiaia nelle buche, si è radunato vicino a noi e rideva. Infatti ci siamo fermati proprio sulla “discarica” e di li a poco sono arrivati anche i maiali a pascolare.


Fortuna che di motori me ne intendo un pochino e che Maurizio si è portato dietro due elasticoni per fissare i bagagli. Tempo 10 minuti e la molla di ritorno della frizione era sostituita con uno degli elastici fissato al telaio. Meglio di prima!

E con un mezzo in quelle condizioni ci si ferma? Si rallenta? NOOONEEEE! Via verso nord!
Volevamo fermarci ad Ambala, ma si è rivelata una seconda Meerut, però circondata da basi militari. Allora ci siamo spinti a Chandigarh, 750mila casinari iscritti all’anagrafe ed altrettanti clandestini, famosa in tutta l’India per essere opera dell’architetto svizzero Le Corbusier (se non ci credete date un occhio sul web) il quale, da fantasioso svizzero, l’ha divisa in quadrati e numerati da 1 a 22. Dicono che sia la città più pulita dell’India e che qui tutti ne vadano fieri. A noi è sembrata invece un immenso cantiere a cielo aperto con un traffico allucinante ed uno smog che ci ha abbronzato per benino fuori e dentro!
Stranamente abbiamo tutti e due pensato che Le Corbusier si stia rigirando nella tomba pensando a questa Svizzera dei tropici conciata come Ercolano dopo l’eruzione.
Allora, per la legge del “Proviamo ad andare un po’ più in là” abbiamo infilato la valle che porta a Shimla, una specie di Rimini dell’Himalaya che gli inglesi avevano eletto come capitale estiva della colonia.
Pochi tornanti ci hanno fatto capire perché avevamo deciso di venire a sud! Il poveraccio proprio nuncelafà… E poi il diluvio, e nuvoloni bassi come nebbia sulle strade allegate, e tornanti, e precipizi e….. BUIO! Il vero incubo della guida in India: essere ancora per strada quando il Sole va a nanna. Tutti accendono gli abbaglianti e via di clacson e luci e bazooka e trikketrakke! Pare una discoteca più che una strada. Abbagliati ed assordati, ciucchi di smog, chilometri e fatica, alla fine però siamo arrivati anche a Shimla. Bella la zona, orrenda la città. Una strada principale sola larga si e no 5 metri, camion e pullman che si incastrano 24/7 (24 ore al giorno, 7 giorni la settimana), parcheggi nemmeno l’ombra, spazzatura a MONATGNE e scimmie che ci razzolano dentro. Come diceva mio nonno “questi qui da me i soldi li hanno presi tutti in una volta sola!”.


Questa mattina sveglia e bancomat. Si, avete capito bene! Però prelevare in rupie diventa complicato: ci vuole una carriola! Poi ci siamo diretti di nuovo verso valle, ma passando per alcuni passi sui 2000/2550 metri ed abbiamo passato la giornata a fare foto e riprese. Volevamo vedere Bilaspur ed il suo lago, teatro di epiche battaglia, ma il monsone che si fa attendere ci ha regalato solo una distesa di sabbia e fango con un po’ di bufali al bagno. E allora via, sempre più su, fino a Mandi. Bellina, un mercato coperto suggestivo dove ho comprato un paio di occhiali da sole che sostituiscono quelli che si sono atomizzati sotto le ruote di un camion.






Domani ultima tappa, la cronoscalata verso Manali: 140km tutti in salita e tutti di un fiato fino ai 3200 metri dell’albergo che ospiterà la cerimonia finale. Purtroppo rivogliono subito indietro il risciò, perciò non potremo provare ad andare a Leh. Io credo farò del rafting e forse un volo biposto in para o delta… A casa tutti tranquilli e sereni vero?


P.S.: se leggendo queste pagine vi sembra che sia troppo polemico, magari anche maleducato, oppure un grndissimo rompicoglioni, allora vi chiedo scusa! Pero' e' cosi' che le cose vanno qui a mezzo milione di Km da casa! Niente inventato, solo il diario di quello che vediamo (Maurizio e' qui con me, legge e concorda tutto quello che viene pubblicato. Addirittura, da buon correttore di bozze, mi corregge anche!) e sopportiamo. Ci siamo ficcati noi qui, vero! La Lonely Planet probabilmente non e' proprio imparziale come dovrebbe e ti invita ad andare in posti che farebbero schifo a chiunque, vero! Pero' che alcune citta' qui siano davvero pessime lo dicono anche gli indiani (che poi pero' non fanno ASSOLUTAMENTE una mazza per cambiarle e ne vanno fieri!). Se leggete queste cose per la prima volta forse e' perche' nessun altro ha fatto il viaggio come, dove, quando e perche' lo abbiamo fatto noi.
Un'esperienza comunque fantastica, ma da qui a ripeterla....
E per la questione "colonizzatori"... beh, te la lascio tutta cosi' com'e', guarda! Mai pensato di venire qui a fare il Duce, anzi! Ci ho messo del mio insieme a Maurizio e probabilmente stiamo facendo per l'India piu' di molte altre persone che passano qui qualche mese a gambe incrociate! Pero' nel pacchetto, insiemi ai templi, alla spiritualita', ai panorami mozzafiato, ai trmonti, ai bimbi piu' belli che abbia mai visto... ti becchi anche tutto il resto con l'aggiunta della frustrazione per non poter assolutamente fare niente per poter cambiare le cose!

lunedì 2 luglio 2007

Polvere dalla polvere

Oggi 'tappa interlucutoria" come avrebbe detto il grande De Zan.
Due uomini soli al comando cercano di passare a nord di Delhi senza rimanere immischiati nel traffico caotico della capitale e si ritrovano su strade massacranti! 210km in 7 ore, una bella media di 30km/h e piu' di 10kg di polvere mangiati e respirati.
Pero' alla fine siamo arrivati nella citta' piu' squallida del mondo: Meerut (il suffisso MEER doveva gia' farci sospettare qualcosa). Un giornalista ci ha fatto delle foto e poi ci ha fatto una breve intervista. Se correte in edicola e prenotate L'Orrida (ossia la gazzetta di Meerut) ci potrete leggere. Poi ci ha consigliato uno splendido hotel/scannatoio con battone incorporate, senza aria condizionata e lenzuola della 1a guerra di secessione. Abbiamo rifiutato, seppur a malincuore... Piu' che altro per le battone...
Adesso stiamo litigando con una tastiera che non vuole mettere le maiuscole in un cyber cafe' sotto l'altro hotel della citta', a 44gradi! L'unica ricompensa sara' il lasciare questo cesso di posto e metterci finalmente in viaggio per le montagne. domani dovremmo andare ad Ambala e da li' potremo almeno vederle e goderci un po' di fresco. Poi via con le tappe dolomitiche! Stasera spasmodica ricerca di fiale di Epo per il nostro mezzo, che oggi ha compiuto gli anni di Maurizio (1948km), quelli di Gianni (1974km) e quelli di Matusalemme: 2000KM!!!!!!
Oggi ha fatto i capricci col cambio ed abbiamo fatto regolare la frizione da un meccanico, che come al solito si e' approfittato di due turisti sprovveduti e ci ha chiesto ben CINQUE RUPIE!!!! Mannaia!!!!

domenica 1 luglio 2007

Il carrozzone va avanti da se....

Scusateci, ma siamo rimasti un po’ indietro col diario… abbiamo avuto così tante cose da vedere, fotografare, riprendere… e così tanti chilometri da percorrere…

Partiamo da dove ci eravamo lasciati: Khajuraho.
Ieri (sabato) mattina ci siamo alzati alle 5 per andare a vedere i templi. Eravamo i primi davanti alla biglietteria e poi non è che si sia riempito. Abbiamo fatto una super visita scrupolosa, senza tralasciare il minimo angolo nascosto. Abbiamo fatto qualcosa come 200 foto! Però , sempre per sto problema delle connessioni, accontentatevi di 2 o 3, per ora.
Poi siamo tornati in albergo e ci è scappato l’occhio sulla strada. C’era un Bajaj Service dove fare il primo tagliando per non far scadere la garanzia (veramente eravamo già a 1377Km invece di 1000, e poi il rodaggio è stato fatto davvero male). Il posto apriva alle 10, così siamo tornati in stanza a fare i bagagli, li abbiamo lasciati alla reception e siamo andati a fare il tagliando. Il tizio si è presentato alle 10,30. Ovviamente non capiva una parola di inglese. Verso le 11,00 si è messo a fare qualcosa. Alle 11,20 nel tentativo di controllare la candela, l’ha fatta cadere in un posto inaccessibile del motore. Alle 12,00 ha scoperto che aveva finito l’olio… Insomma, siamo partiti alle 13,30 per l’albergo!



Poi in viaggio per Orccha, la tappa più facile finora.

Orccha è una città fortificata stupenda che sorge su di un’isola del fiume Betwa ed è un gioiello di rara bellezza incastonato in una valle da sogno. Purtroppo anche qui la sporcizia regna sovrana e nel fiume, quasi in secca, galleggia di tutto. Anche il turismo ha rovinato parecchie cose, soprattutto fra la gente. Mi ha ricordato un po’ la visita ad Alberobello di una ventina di anni fa: posto fantastico, gente che pensa solo a portarti via un bel po’ di soldi, turisti stranieri bianchi e rossi con sandali e calze corte bianche… Abbiamo girovagato un po’ fino al tramonto ed abbiamo trovato dei templi spettacolari dove abbiamo parcheggiato il risciò in attesa della luce giusta. Anche lì abbiamo abbondato con gli scatti. Abbiamo anche conosciuto due turiste “alternative” francesi, così abbiamo avuto un po’ di compagnia a cena. La mattina poi ci siamo svegliati presto (tanto per cambiare) ed abbiamo fatto il giro della fortezza. Sarebbe vietato entrare con mezzi motorizzati, ma a noi…. Ormai ci siete abituati no?





Poi via per Agra, 200Km di statale facile facile e pallosa pallosa. Però abbiamo incontrato una carovana di almeno 100 cammelli, divisa in 2 tronconi, che veniva a sud dal deserto del Rajastan.
Uno spettacolo, tutti quei cammelli, e la gente: bambini in fasce che dormivano appesi alla sella, mamme e bambine che tiravano, uomini che comandavano…
E poi finalmente Agra! Io mi domando come possa essere così conciata l’India: la strada fino a qui era un biliardo. Poi a 3 km dalla città il disastro: buche piene di fango e acqua, camion di traverso, gente che presa dall’isteria si buttava in mezzo alla strada (ma questo succede praticamente sempre!). Un pò come se i turisti che vengono a vedere San Pietro trovassero il Raccordo Anulare come una pista da Camel Trophy. Ma dico io, almeno qui! E’ il vostro biglietto da visita!
Poi FURTO di 750 rupie a testa per entrare. Ma ne vale la pena! E’ un gigantesco mausoleo, tutto di marmo bianco. Ed è circondato da altri monumenti in mattoni rossi, per contrasto. Pieno di gente (forse perché era l’ora più fresca della domenica?), più ti avvicini più lo trovi imponente.
Poi arrivi agli scalini dell’entrata, ti togli le scarpe (noi turisti no per fortuna, ci danno dei calzari per ricoprire la suola) ed entri. DELUSIONE!!! In realtà è solo un grossissimo cubo di marmo con pareti larghe anche 10 metri e dentro c’è uno stanzino 10x10 (bellissimo e lavorato in maniera superba) con una calca da stadio ed una puzza di stalla, dove ci sono le tombe del Maraja e della moglie, alla quale è dedicato il monumento.


Stasera in hotel dovevamo fare un’intervista per una TV ed un giornale locale, ma qui è successo un incidente pauroso e tutti i cronisti sono sul posto… L’India è l’India, nel bene (poco) e nel male.
Però poteva andare peggio ed i giornalisti venivano a documentare il nostro incidente pauroso!!