domenica 1 luglio 2007

Il carrozzone va avanti da se....

Scusateci, ma siamo rimasti un po’ indietro col diario… abbiamo avuto così tante cose da vedere, fotografare, riprendere… e così tanti chilometri da percorrere…

Partiamo da dove ci eravamo lasciati: Khajuraho.
Ieri (sabato) mattina ci siamo alzati alle 5 per andare a vedere i templi. Eravamo i primi davanti alla biglietteria e poi non è che si sia riempito. Abbiamo fatto una super visita scrupolosa, senza tralasciare il minimo angolo nascosto. Abbiamo fatto qualcosa come 200 foto! Però , sempre per sto problema delle connessioni, accontentatevi di 2 o 3, per ora.
Poi siamo tornati in albergo e ci è scappato l’occhio sulla strada. C’era un Bajaj Service dove fare il primo tagliando per non far scadere la garanzia (veramente eravamo già a 1377Km invece di 1000, e poi il rodaggio è stato fatto davvero male). Il posto apriva alle 10, così siamo tornati in stanza a fare i bagagli, li abbiamo lasciati alla reception e siamo andati a fare il tagliando. Il tizio si è presentato alle 10,30. Ovviamente non capiva una parola di inglese. Verso le 11,00 si è messo a fare qualcosa. Alle 11,20 nel tentativo di controllare la candela, l’ha fatta cadere in un posto inaccessibile del motore. Alle 12,00 ha scoperto che aveva finito l’olio… Insomma, siamo partiti alle 13,30 per l’albergo!



Poi in viaggio per Orccha, la tappa più facile finora.

Orccha è una città fortificata stupenda che sorge su di un’isola del fiume Betwa ed è un gioiello di rara bellezza incastonato in una valle da sogno. Purtroppo anche qui la sporcizia regna sovrana e nel fiume, quasi in secca, galleggia di tutto. Anche il turismo ha rovinato parecchie cose, soprattutto fra la gente. Mi ha ricordato un po’ la visita ad Alberobello di una ventina di anni fa: posto fantastico, gente che pensa solo a portarti via un bel po’ di soldi, turisti stranieri bianchi e rossi con sandali e calze corte bianche… Abbiamo girovagato un po’ fino al tramonto ed abbiamo trovato dei templi spettacolari dove abbiamo parcheggiato il risciò in attesa della luce giusta. Anche lì abbiamo abbondato con gli scatti. Abbiamo anche conosciuto due turiste “alternative” francesi, così abbiamo avuto un po’ di compagnia a cena. La mattina poi ci siamo svegliati presto (tanto per cambiare) ed abbiamo fatto il giro della fortezza. Sarebbe vietato entrare con mezzi motorizzati, ma a noi…. Ormai ci siete abituati no?





Poi via per Agra, 200Km di statale facile facile e pallosa pallosa. Però abbiamo incontrato una carovana di almeno 100 cammelli, divisa in 2 tronconi, che veniva a sud dal deserto del Rajastan.
Uno spettacolo, tutti quei cammelli, e la gente: bambini in fasce che dormivano appesi alla sella, mamme e bambine che tiravano, uomini che comandavano…
E poi finalmente Agra! Io mi domando come possa essere così conciata l’India: la strada fino a qui era un biliardo. Poi a 3 km dalla città il disastro: buche piene di fango e acqua, camion di traverso, gente che presa dall’isteria si buttava in mezzo alla strada (ma questo succede praticamente sempre!). Un pò come se i turisti che vengono a vedere San Pietro trovassero il Raccordo Anulare come una pista da Camel Trophy. Ma dico io, almeno qui! E’ il vostro biglietto da visita!
Poi FURTO di 750 rupie a testa per entrare. Ma ne vale la pena! E’ un gigantesco mausoleo, tutto di marmo bianco. Ed è circondato da altri monumenti in mattoni rossi, per contrasto. Pieno di gente (forse perché era l’ora più fresca della domenica?), più ti avvicini più lo trovi imponente.
Poi arrivi agli scalini dell’entrata, ti togli le scarpe (noi turisti no per fortuna, ci danno dei calzari per ricoprire la suola) ed entri. DELUSIONE!!! In realtà è solo un grossissimo cubo di marmo con pareti larghe anche 10 metri e dentro c’è uno stanzino 10x10 (bellissimo e lavorato in maniera superba) con una calca da stadio ed una puzza di stalla, dove ci sono le tombe del Maraja e della moglie, alla quale è dedicato il monumento.


Stasera in hotel dovevamo fare un’intervista per una TV ed un giornale locale, ma qui è successo un incidente pauroso e tutti i cronisti sono sul posto… L’India è l’India, nel bene (poco) e nel male.
Però poteva andare peggio ed i giornalisti venivano a documentare il nostro incidente pauroso!!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

attenti ai giudizi tipo "l'India è l'India, nel bene (poco)......"non servono altri colonizzatori...auguri per il proseguo.

Anonimo ha detto...

Thanks for writing this.